Immagina una mattina di primavera. Sei seduto su una panchina al parco, senti l’aria tiepida sfiorarti il viso e il fruscio delle foglie che accompagna il canto degli uccelli. Una scena di quiete, in cui la mente può finalmente distendersi.
Per molte persone con disturbo dello spettro autistico, questa stessa scena ha un’altra intensità. Lo scricchiolio secco di un ramo sotto le scarpe di un passante, il riflesso del sole che rimbalza sulle automobili, la voce lontana di un bambino sull’altalena. Quelli che comunemente possono essere dettagli sensoriali accessori, diventano stimoli che catturano l’attenzione in modo immediato e totalizzante. Non è distrazione: è una diversa modalità di percepire il mondo.
Che cos’è la Sindrome di Asperger?
La dicitura “Sindrome di Asperger”, in seguito alla ridefinizione delle categorie diagnostiche, è stata assorbita all’interno dei Disturbi dello Spettro Autistico di Livello 1, secondo il DSM-5. Viene descritta come una condizione caratterizzata da differenze nella comunicazione sociale e dalla presenza di interessi assorbenti e specifici. A differenza di altre forme di disturbo dello spettro autistico, le persone con diagnosi di “Sindrome di Asperger” non presentano ritardi cognitivi o linguistici, ma possono mostrare modalità peculiari di utilizzo del linguaggio e di interazione sociale, comprensione letterale e difficoltà nel cogliere sfumature implicite soprattutto di metafore e modi di dire, intensità nel percepire gli stimoli sensoriali.
Si tratta di un funzionamento neurodivergente, non di una malattia che può essere guarita: un modo diverso di percepire, elaborare e reagire agli stimoli dell’ambiente.
Percezione sensoriale: quando il mondo arriva senza filtri
Una caratteristica molto comune nelle persone con autismo riguarda l’ipersensibilità o l’iposensibilità sensoriale. Suoni, luci, textures, odori possono essere percepiti con una intensità maggiore o minore rispetto alla media. Questo dipende dal funzionamento dei sistemi di integrazione sensoriale, che può essere più o meno reattivo o focalizzato.
In questo modo, la foglia che cade accanto alla panchina non è soltanto un dettaglio, è uno stimolo che catalizza l’attenzione. Il riflesso del sole non è percepito con una leggera luminosità, è un bagliore che può diventare accecante. Comprendere questa dimensione sensoriale è fondamentale per accogliere l’esperienza autistica in tutta la sua complessità.
Comunicazione e relazioni: un linguaggio diverso, ma presente
Le persone con Sindrome di Asperger comunicano e si relazionano, ma spesso lo fanno attraverso modalità che non coincidono con le convenzioni sociali neurotipiche. Possono:
- preferire conversazioni su argomenti specifici e molto approfonditi;
- interpretare in modo letterale le espressioni figurate;
- avere difficoltà a decodificare segnali non verbali come sguardi o toni di voce;
- avere una prosodia monotòna;
- talvolta, manifestare movimenti stereotipati apparentemente non funzionali;
- mostrare sincerità diretta, a volte interpretata erroneamente come eccessiva schiettezza.
Queste caratteristiche non limitano la capacità di instaurare relazioni significative, chiedono però all’ambiente sociale di diventare più flessibile e inclusivo.
Il pensiero autistico non è solo diversità: è ricchezza. Molte persone con “Sindrome di Asperger” mostrano una forte capacità di concentrazione nelle attività di loro interesse; pensiero analitico e attenzione ai dettagli; memoria eccellente; creatività non convenzionale; onestà comunicativa e coerenza. Il mondo della scienza, dell’arte, della tecnologia e della ricerca è ricco di contributi di persone neurodivergenti, proprio grazie alle loro modalità uniche di percezione e di pensiero. Si può pensare ad Alan Turing padre dell'informatica moderna. La sua mente logica e la capacità di astrarre problemi complessi sono state fondamentali per decifrare il codice Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale.
In un mondo che spesso corre veloce e pretende uniformità, la neurodivergenza ci ricorda che esiste più di un modo di sentire, interpretare e abitare la realtà. E che la bellezza dell’essere umano risiede proprio in queste differenze.
Articolo elaborato dalla Dottoressa Alessia Sannicandro - Logopedista Psicologa

