GENITORI PERMISSIVI: VANTAGGI E DANNI

Molteplici sono i modelli genitoriali nella società odierna,dove la famiglia tradizionale quasi non esiste più, sostituita da tipologie familiari nuove e diversificate. Molti genitori,quindi, non possono più fare riferimento ai propri genitori come modelli educativi perché la realtà sociale e familiare è completamente cambiata negli ultimi decenni. Pertanto si riscontrano sempre più spesso tanti genitori che vivono il loro ruolo genitoriale in totale confusione, senza alcuna consapevolezza, senza alcuna guida esperta, praticamente in solitudine, calibrando i loro comportamenti   in base all’elaborazione soggettiva e personale di alcune metodologie pedagogiche, filosofiche o ideologiche a volte discutibili o addirittura dannose.

I genitori permissivi ne sono un tipico esempio. Sono fermamente convinti che l’indulgenza nella sfera educativa sin dai primi anni di vita dei loro figli sia produttiva in termini di serenità familiare e di crescita armoniosa, perché non costrittiva ma esercitata in un clima di libertà e tolleranza. Questi genitori hanno dato vita ad un ruolo genitoriale diverso da quello assunto dalle generazioni precedenti, meno rigido, più elastico con l’inclinazione a considerare l’educazione come un’esperienza che il bambino deve realizzare da sé, senza interferenze dei genitori, concedendogli quindi ampio spazio e potere decisionale. I genitori permissivi escludono a priori l’idea del rimprovero e delle  restrizioni in nome di una totale libertà. Cercano di essere il meno severi possibile, lasciando prevalere la soddisfazione dei desideri dei loro figli. Pensano di fondare il loro progetto educativo sul dialogo e sull’assenza totale di conflitto, mettendo i loro figli sullo stesso livello degli adulti in un continuo scambio di responsabilità e decisioni comuni. In teoria sarebbe una condizione ideale ed auspicabile per tutti se non fossero emersi studi che ne hanno evidenziato pochi  vantaggi e molti danni a lungo termine.

Tra i pochi vantaggi di un’educazione permissiva si riscontrano nei bambini, che crescono con questo stile,  atteggiamenti meno paurosi rispetto alle paure tipiche dell’infanzia, e maggiori capacità di difendere con fermezza i loro diritti. Tendono ad essere più creativi perché sono stati più liberi di praticare senza limiti le attività a loro più congeniali ed hanno avuto più possibilità di esplorare  il mondo circostante. Adottano precocemente un approccio tipicamente adulto e una maggiore predisposizione ad imparare

Gli effetti negativi della permissività però sono di gran lunga  maggiori. La permissività è la tendenza dei genitori a porre poche o nulle restrizioni ai desideri dei bambini, a fare poche richieste, a non rimproverarli o peggio a punirli, a non pretendere mai una modifica di un comportamento sconveniente o disfunzionale. Sperano forse di essere amati per il loro atteggiamento  accomodante. Questa eccessiva indulgenza  spesso, purtroppo,  è dettata non già  da convinzioni pedagogiche ma come risultato  della   incapacità di esercitare il loro ruolo genitoriale in maniera equilibrata e chiara. La genitorialità permissiva è la causa della totale o parziale mancanza di autocontrollo dei bambini e, particolarmente in presenza di bambini eccessivamente impulsivi o  difficili, conduce alla insicurezza  e inconsapevolezza genitoriale di esercitare la necessaria fermezza ed  autorità per gestirne i comportamenti. Lasciando correre tutto, non esigendo nulla, questi genitori rischiano di venire ignorati o addirittura maltrattati dai loro stessi figli perché non ne riconoscono l’autorità.

I figli si sentono al sicuro quando le persone  che si prendono cura di loro stabiliscono limiti appropriati sul loro comportamento.  Hanno bisogno di percepire una forma gerarchica familiare solida e sicura perché sono sempre alla fisiologica ricerca di sicurezza che non possono avere se non a completa maturazione. Se,però, i figli vengono messi alla pari dei genitori,come se fossero amici coetanei, dando loro la responsabilità di decidere le regole familiari in un’età precoce quando non sono in grado di valutarne i pro e i contro, paradossalmente vengono condotti all’impossibilità di diventare autonomi. Infatti, quando un bambino viene deputato a decidere dei propri comportamenti, quando non ha ancora strutturato e maturato il suo pensiero logico fatto di correlazioni fra cause ed effetti, inevitabilmente   diventerà ingestibile , un abile ricattatore dei genitori che saranno costretti a subire capricci e continue richieste, perché si orienterà a soddisfare a proprio piacimento voleri e desideri in maniera immediata. I bambini devono avere ben chiaro chi è la figura autorevole per capire cosa possono e cosa non possono fare. E’ utopistico pensare che possano capirlo da soli. E l’unico modo per aiutarli a capire è assumere il ruolo amorevole ma chiaro di genitore che detta delle regole, regole  ragionevoli che li orienteranno nella ricerca e stabilizzazione di comportamenti utili e costruttivi nella dimensione sia emotiva che sociale. I genitori devono consapevolmente sapere che limiti e confini sono fondamentali per un sano sviluppo emotivo dei bambini.

Quando si consente al bambino di fare tutto, senza limitazione alcuna, nella convinzione di rispettarne la naturale inclinazione caratteriale, o nel timore di deluderlo se non si concede quello che vuole,  il genitore al contrario, è percepito come soggetto debole, passivo , poco rispettabile e per niente autorevole perché non gli fornisce i confini, i limiti che deve invece  conoscere per interagire socialmente. Difficilmente ubbidirà alle poche  richieste genitoriali, agirà impulsivamente e senza mai  riconoscere responsabilità ed errori propri. Alcuni genitori permissivi poi scelgono di tacere e di non porre alcuna condizione per timore della reazione  dei figli, evitando così pianti interminabili,  scontri e conflitti, nella illusione che questi comportamenti siano solo legati all’età mentre perdono così l’occasione di intervenire in tempo utile   per sottolineare la differenza tra bisogni e desideri e rispondere con adeguatezza ad essi. Non dovrebbero però aderire per niente ai  capricci che, se soddisfatti senza limitazioni,   invece tendono ad aumentare sia per numero di  richieste che per intensità. I genitori permissivi che nell’intento di rendere felici i propri figli soddisfano ogni loro richiesta,  al contrario , mortificano ed annientano la naturale tendenza dei bambini ad  elaborare la formazione dei propri desideri ed annullano il valore dell’attesa alimentando cosi atteggiamenti capricciosi caratterizzati dal volere tutto e subito. Ancora, quando i genitori giustificano il comportamento scorretto dei propri figli, perché questi dovrebbero cambiare? Invece sarebbe corretto far sapere ai propri figli cosa aspettarsi da loro impostando semplici ma coerenti ed efficaci regole e pretendere che vengano rispettate dopo averle negoziate. Se queste vengono disattese o ignorate dai figli, la continua  tolleranza o la mancanza di  rigore da parte dei genitori , producono nei figli l’insorgere di un mancato  senso di responsabilità per i loro comportamenti e la scarsa capacità di tollerare le frustrazioni. I figli devono avere come riferimento dei genitori comprensivi ma anche rigidi quando serve, altrimenti si crea in famiglia un clima  di anarchia e anomia che prelude a tante forme di  maleducazione, inciviltà, scortesia, scarso rispetto ed indifferenza che caratterizzano molti adolescenti di oggi.

Alcuni studi, tra l’altro, hanno scoperto una correlazione tra la genitorialità permissiva e un rendimento scolastico inferiore nei bambini educati con questo stile proprio perché la mancanza di richieste genitoriali, il caos nella gestione del tempo e la scarsa responsabilità nella gestione dei compiti e doveri non favoriscono la nascita della motivazione di lavorare ad un obiettivo.

 In conclusione le ricerche hanno dimostrato che i figli di genitori permissivi:

 -hanno più difficoltà a regolare le proprie emozioni quando le loro richieste non vengono soddisfatte,

 -hanno poco autocontrollo,

-hanno difficoltà ad aderire a richieste e regole sociali quindi sviluppano scarse abilità sociali quali ad es. la condivisione , la cura e l’empatia,

avendo poca esperienza con il rifiuto assumono talora comportamenti aggressivi, mancano di disciplina, hanno più conflitti con i coetanei, spesso in situazioni problematiche da gestire possono diventare provocatori o ribelli sviluppano la tendenza a trasformarsi in adulti egocentrici, impulsivi, intolleranti, aggressivi e pretenziosi.

E’ stata dimostrata anche una certa propensione all’ansia precoce  nei bambini con genitori permissivi, questo perché trovano difficile lavorare sotto pressione, rispettare un programma, o gestire un conflitto con le persone con cui non riescono ad andare d’accordo.